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Casa a Idrogeno in Valle d'Aosta:

Inserito da:nicholas | Data: 04 aprile 2012

Casa a Idrogeno in Valle d'Aosta:

Prendiamo dal sito ingegneri.info questo interessante articolo sulle tecnologie basate sullo sfruttamento dell'idrogeno appilicate ad uso domestico che in simbiosi con un impianto fotovoltaico o altro impianto da fonti rinnovabili consentono di raggiungere la completa auotonomia energetica dell'edificio:

Finanziata con circa 160.000 euro dall'Assessorato alle attività produttive, la prima casa italiana a idrogeno sorgerà in Valle d'Aosta, a Gignod. Come riporta l’Ansa, i fabbisogni di energia termica e elettrica dell’edificio, risalente ai primi del Novecento, saranno interamente soddisfatti da fonti rinnovabili.

Per essere autosufficiente dal punto di vista energetico e indipendente dalle reti di distribuzione pubbliche, la struttura “a consumo zero” sarà dotata di un isolamento particolarmente efficiente dell'involucro, un impianto a idrogeno che permette di superare il limite della non contemporaneità tra produzione e utilizzo e un'efficace integrazione tra le diverse tecnologie.

L'energia elettrica prodotta dall'impianto fotovoltaico nelle ore diurne, al momento non utilizzata, sarà trasformata, attraverso l'elettrolisi, in idrogeno accumulato in un apposito serbatoio. Quest’ultimo potrà essere riconvertito in energia elettrica e termica tramite una cella a combustibile, oppure in energia termica attraverso una apposita caldaia a condensazione.

Con l’obiettivo di dar vita a processi ottimizzati e a emissioni zero, il sistema sarà integrato da una pompa di calore solare, capace di sfruttare l'energia termica prodotta dai pannelli solari e quella elettrica generata dall'impianto fotovoltaico e dalla cella a combustibile.

Il progetto è attualmente in fase esecutiva mentre i lavori veri e propri partiranno entro l'anno con l'installazione di 42 pannelli fotovoltaici, per poi passare alla riqualificazione dell'involucro e, infine, alla realizzazione dell'impianto a idrogeno e della centrale termica. “In prospettiva - ha spiegato Mattia Caliano di Renc, la società che si occupa di servizi di ingegneria energetica - si tratta di un progetto interessante per tutti gli edifici non collegati alle reti di distribuzione pubblica, come rifugi alpini e alpeggi e, un domani, con la diminuzione dei costi delle diverse tecnologie, potrebbe espandersi anche ad altre realtà”. 

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