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Obbligo indice di Prestazione Energetico

Inserito da:nicholas | Data: 03 gennaio 2012

Obbligo indice di Prestazione Energetico

Dal quotidiano "La Republica" del 01/01/12: Dall’AAA dell’annuncio, all’A della certificazione energetica. Da oggi accanto alle indicazioni su superficie, posizione e rifiniture, chi vende un’abitazione dovrà indicare anche l’indice di prestazione energetica. Si tratta di un fondamentale passo avanti per valorizzare gli immobili che consumano meno.

La novità è stata introdotta sulla scorta del  decreto rinnovabili (Dlgs 28/2011), ma come troppo spesso accade in Italia rischia di essere depotenziata nei suoi possibili effetti positivi dalla mancanza di indicazioni sulle sanzioni previste per chi non rispetta l’obbligo, che riguarda tutti gli annunci immobiliari (cartacei, su internet, in tv, tramite volantini e cartelli). Fa eccezione la Regione Lombardia che ha inserito invece multe fino a 5 mila euro in caso di inadempienza.

L’indice di prestazione dell’immobile è contenuto nell’Ace, l’Attestato di certificazione energetica, documento redatto da un tecnico abilitato che attesta la prestazione energetica dell’edificio e i parametri energetici caratteristici dell’edificio. Si tratta di una “etichetta di qualità” energetica simile a quella degli elettrodomestici: se è di classe “A”, l’immobile è ad altissima efficienza energetica, se di classe “C” significa che rispetta le attuali normative, e così via fino alla G. “Ma già gli edifici in Classe B, sono ormai quasi fuori mercato”, spiega Lorenzo Bellicini, direttore del Cresme, il centro studi specializzato nel settore delle costruzioni.

Secondo Confabitare, la norma è destinata a influenzare in poco tempo il mercato delle case, determinando un vero e proprio punto di svolta nei tradizionali criteri di valutazione in campo immobiliare. Il provvedimento “favorisce un notevole passo in avanti verso un modo d’abitare più sostenibile a livello economico ed ecologico – fa sapere l’associazione dei proprietari immobiliari – e conferma l’importanza crescente che va assumendo la certificazione energetica all’interno del mercato immobiliare italiano”.

Il nuovo obbligo, combinato con la proroga dell’ecobonus del 55% per i lavori di riqualificazione energetica di edifici e appartamenti, potrebbe rappresentare un importante volano economico per un settore – quello delle costruzioni – in grossa difficoltà. “Lei oggi la comprerebbe una macchina Euro 0?”, scherzava qualche tempo fa Bellicini per dare il senso della rivoluzione in corso. A partire dal prossimo anno, infatti, la classe energetica diventerà una variabile imprescindibile per stimare il reale valore degli immobili: gli edifici a bassa efficienza energetica perderanno di valore, mentre andranno a rialzo quelli che, ben coibentati e dotati di impianti di produzione di energia efficienti, consentiranno consumi ridotti.

Ma l’accelerazione verso un’edilizia più sostenbile, per quanto auspicabile e ineluttabile, non avverrà senza problemi. Secondo Norbert Lantschner, direttore dell’Agenzia Casaclima, l’ente pubblico di Bolzano divenuto il più autorevole ceritificatore energetico in edilizia, esiste infatti un grosso problema di formazione. “Tra gli addetti ai lavori di tutti i livelli, dai progettisti ai manovali, troppo spesso mancano ancora il know how e le capacità tecniche necessarie a far fruttare al meglio le prestazioni offerte dai nuovi materiali”. “Nei cantieri – aggiunge – stanno nascendo molte figure legate alle esigenze dell’efficienza energetica, come i ‘cappottisti’ e i posatori qualificati, che vanno però adeguatamente formate”.

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